domenica 1 giugno 2008

Società UMANITARIA - Cineteca Sarda

SPIRAGLI
28 maggio - 7 giugno 2008
La curiosità e l’instancabile sperimentazione, che diventano spesso vera e propria sfida per l’artista, sono gli elementi che caratterizzano maggiormente l’intensa attività incisoria di Gianni Atzeni, costantemente tesa a scoprire le inesauribili potenzialità della materia, piegata alle esigenze del suo creare. Un paziente e tenace lavoro di ricerca che lo ha portato a padroneggiare le tecniche più svariate ed innovative.
Un lavoro calcografico, Spiragli, costituito da undici stampe a due colori, impaginate in modo tale che i piccoli riquadri, occupando la parte superiore del foglio, si presentano come delle finestre, degli sfondi illusionistici che indagano un mondo nascosto. Ed è dall’intensa profondità dello sfondo nero che emerge una griglia sapientemente costruita con la spatola dentellata che elimina la vernice, ancora fresca, per rivelarci immagini di forte impatto emotivo. Sono i ruderi e le macerie di una città fantasma, la chiglia di una nave, l’Arca arenata dopo la recessione delle acque. Sono paesaggi notturni illuminati da una luna di cera, placide marine, lagune velate dalla luminosità rosea del colore.
E l’importanza del colore è data proprio dalla sua trasparenza: cromie forti e contrastanti, il verde, il giallo, il rosso, il violetto, dall’evidente valenza espressionista; tinte acidificate, che non coprono la figurazione ma la rivelano, immersa nella profondità del silenzio. Alcune sono forme naturali, altre figure mostruose che affiorano non attraverso il segno ma grazie ai misurati effetti materici: Atzeni toglie, mette, aggiunge, crea spessori inaspettati con lo stucco-vetroresina. Non risultati casuali ma esiti calcolati, raggiunti a furia di tentativi, con la fatica fisica propria dell’artista che controlla e segue personalmente ogni singolo passaggio del procedimento calcografico e che fa del tempo non una categoria astratta ma uno strumento del suo lavoro, indispensabile per il conseguimento di precise soluzioni. Invenzioni sempre nuove che nascono dalla necessità di manipolare la materia con il gesto, di rappresentare il suo continuo divenire, di indagare le sue potenzialità espressive e dinamiche con coscienza e consapevolezza.

Presentazione di Marzia MARINO

mercoledì 30 gennaio 2008